La concezione psicologica del prezzo di Bitcoin

Variazione prezzo Bitcoin

A seconda di dove e per quanto tempo oscilla il prezzo di Bitcoin così cambia la concezione psicologica delle persone di quanto sia economico o dispendioso comprare Bitcoin a quel livello. 

Sembra un gioco di parole, ma se guardiamo le news sui giornali del settore o più semplicemente i tweet su Tweeter o i post su Facebook degli utenti più o meno esperti di criptovalute non possiamo fare a meno di notare un cambio di paradigma improvviso. 

Tra settembre e ottobre del 2020 il prezzo di Bitcoin oscillava intorno gli 11˙000$ e il prezzo era considerato adeguato, se così si può definire. Circa 1 mese dopo, il prezzo di Bitcoin arrivava a testare il vecchio “all time high” e il pensiero comune era quello di un prezzo già troppo elevato dato il ristretto periodo di tempo in cui è stato raggiunto. Successivamente, con un incredibile spinta della FOMO degli investitori (Fear of missing out) il prezzo è arrivato a 42˙000$ l’8 gennaio 2021 e attualmente Bitcoin oscilla tra i 32˙000-34˙500$. Il pensiero che trapela dai vari social network in questo periodo è l’incredibile occasione che gli investitori hanno di acquistare Bitcoin a un prezzo conveniente, dato il periodo di stabilizzazione dei prezzi. 

Pertanto, in soli 4 mesi scarsi abbiamo assistito a un cambio di concezione di Bitcoin incredibilmente veloce, da giusto a caro per poi diventare conveniente, eppure il prezzo è continuamente salito dagli 11˙000$ ai 20˙000$ fino agli attuali 34˙000$. 

Tutto questo per dire che la concezione temporale della psicologia umana sembra divergente dalla reale evoluzione dei prezzi di Bitcoin, così come molte altre criptovalute. La psicologia delle masse non segue particolarmente l’evoluzione del prezzo e talvolta è usato come indicatore contrario per la previsione futura dei prezzi. 

Forse, il fatto che la mente umana non riesca a concepire l’evoluzione parabolica del prezzo di un asset è il principale problema di questa divergenza tra la concezione di quanto vale un asset e il suo reale valore. Tuttavia, un altro fattore chiave è di sicuro l’appurata tendenza delle masse a pensare allo stesso modo, in poche parole ciò che porta a dire “buy” nei momenti di euforia collettiva e viceversa “sell” nei momenti di panico collettivo. 

In sintesi, un buon investitore riesce sempre a distaccare l’emozioni dalla razionalità e fintanto non ci riesce le probabilità di successo sono statisticamente più basse. In questo contesto citiamo una frase celebre di B. Graham: 

“Gli individui che non sono in grado di controllare le proprie emozioni non sono adatti a trarre profitto dal processo di investimento.”